Se hai cercato "rebirthing" su Google hai trovato di tutto: chi lo descrive come una rinascita, chi come una tecnica di respirazione, chi come una terapia, chi mette in guardia. Questa guida prova a mettere ordine, con un'unica regola: dire le cose come stanno, comprese quelle che il mondo del Rebirthing a volte preferisce non dire.

Sono un coach di respirazione e accompagno sedute di Rebirthing e respirazione connessa. Scrivo dalla parte di chi guida, non di chi vende un metodo. Se cerchi una scuola per diventare rebirther, questa non è la pagina giusta. Se cerchi di capire cos'è una seduta prima di farla, è esattamente questa.

Da dove viene

Il Rebirthing nasce in California negli anni Settanta intorno a Leonard Orr. La storia che lui stesso raccontava parte da una vasca da bagno: respirando a lungo nell'acqua calda, Orr disse di aver rivissuto sensazioni legate alla propria nascita, e ne trasse l'idea che la respirazione potesse sciogliere ciò che quel momento aveva lasciato nel corpo. Da qui il nome, rinascita, e da qui la pratica iniziale, nell'acqua calda, con un accompagnatore.

Negli anni il metodo si è spostato dall'acqua alla terra, come si dice nell'ambiente: sdraiati su un materassino, senza vasca. Si è diffuso in Europa, in Italia dagli anni Ottanta, e ha prodotto scuole, associazioni, sigle. Si è anche allontanato, in molte mani, dall'interpretazione letterale della nascita, per diventare qualcosa di più semplice e più ampio: un modo di usare il respiro per incontrare quello che il corpo tiene in sospeso.

È questa seconda versione quella che pratico e che descrivo qui. La prima esiste ancora, ed è legittima, ma non è la mia.

La tecnica: il respiro circolare

La base del Rebirthing è una sola e si impara in cinque minuti, anche se ci vuole una vita per esplorarla. Si chiama respirazione circolare, o connessa: si inspira e si espira senza nessuna pausa, né dopo l'inspirazione né dopo l'espirazione. Il respiro diventa un'onda continua, come un cerchio che non ha un punto di inizio.

Di solito si respira dalla bocca o dal naso a seconda della scuola e del momento, con un'inspirazione attiva e piena e un'espirazione rilasciata, lasciata andare senza spingere. Il ritmo cambia durante la seduta: più pieno all'inizio, per entrare, più morbido dopo. La guida lo modula con la voce, suggerendo di aprire o di rallentare.

Questo respiro, mantenuto per decine di minuti, non è un respiro normale: è un'iperventilazione volontaria, e produce cambiamenti precisi nel corpo. È il punto in cui questa guida si allontana da molte altre, che preferiscono restare sul piano dell'energia e della rinascita. Il corpo ha un suo modo di spiegare quello che succede, e vale la pena conoscerlo.

Cosa succede nel corpo

Respirare più del necessario fa scendere l'anidride carbonica nel sangue. Non fa salire l'ossigeno, che è già quasi al massimo; toglie anidride carbonica, che è la molecola con cui il corpo regola il pH del sangue, il calibro dei vasi e il rilascio dell'ossigeno ai tessuti. Ne ho scritto per esteso in Cos'è l'iperventilazione e perché nel breathwork, a volte, è voluta.

Le conseguenze arrivano in pochi minuti. Il sangue diventa più alcalino, i vasi, compresi quelli del cervello, si restringono un po', e compaiono le sensazioni che chiunque abbia fatto una seduta conosce: formicolii alle mani, ai piedi, intorno alla bocca; calore o freddo; testa leggera; a volte una contrazione delle mani che si chiama tetania e che passa riducendo il ritmo. Il sistema nervoso entra in uno stato di attivazione, e il controllo della mente razionale si allenta.

È in quello spazio che accade il resto, quello che la fisiologia descrive meno bene. Emozioni che arrivano senza una storia, un pianto che non è triste, una risata, un'immagine, un ricordo, oppure una quiete molto profonda. Il corpo, quando la mente smette di sorvegliare, mostra quello che tiene in sospeso. Non c'è bisogno di credere a nulla per vederlo succedere: basta respirare abbastanza a lungo, con qualcuno accanto.

Come si svolge una seduta

Si comincia parlando. Non è una formalità: in quella conversazione si decide se la seduta ha senso oggi, con che ritmo, e con quali precauzioni. Chiedo come stai, cosa ti porta, se ci sono condizioni di salute da considerare, se hai già fatto esperienze simili, e cosa ti spaventa.

Poi ci si sdraia. Una coperta, perché la temperatura del corpo può scendere, un cuscino, gli occhi chiusi se va bene. Guido l'ingresso nel respiro circolare gradualmente, e resto accanto per tutto il tempo. Parlo poco. Osservo il respiro, che mi dice dove siamo, e suggerisco di aprire o di rallentare. Ricordo spesso che ci si può fermare in qualsiasi momento, perché è vero e perché saperlo cambia il modo di stare nella pratica.

La parte intensa dura quanto serve, e poi si lascia andare. Il respiro torna naturale da solo. Qui comincia la fase più trascurata e, per me, la più preziosa: l'integrazione. Restare sdraiati in silenzio, senza fretta di capire. Poi sedersi, bere, dire quello che c'è da dire, o non dire nulla. In tutto, da me, circa un'ora. Altri lavorano su un'ora e mezza o due: non c'è una durata giusta, c'è quella che una guida sa reggere con attenzione.

La sera stessa o il giorno dopo mi faccio sentire. Non per controllare: perché la seduta non è finita quando ci si rialza.

Quante sedute, e con che ritmo

La tradizione del Rebirthing parla di un ciclo di dieci sedute, una ogni una o due settimane, l'idea essendo che servano per attraversare per intero il processo. È una struttura che ha un senso e che molti operatori seguono.

Io non la prescrivo. Ho visto persone fare una seduta e proseguire per mesi con le pratiche lente, che erano quello di cui avevano bisogno. Ho visto persone tornare ogni settimana per un periodo e poi rallentare da sole. Il numero di sedute lo decide quello che succede, non il metodo. Diffida di chi ti vende dieci sedute prima della prima.

Il Rebirthing in acqua

Esiste ancora, e in due forme. In acqua calda, a temperatura corporea, in vasca o in piscina, con la persona che respira attraverso un boccaglio, sostenuta dalla guida: è la forma originaria, e per chi la pratica è la più profonda, perché l'acqua calda allenta il corpo come nient'altro. In acqua fredda, molto più breve e molto più intensa, usata come lavoro sulla paura e sulla resistenza.

Non le propongo. Richiedono strutture, una formazione specifica e un'attenzione alla sicurezza che non improvviso. Se ti interessano, cerca chi le pratica da anni, e chiedi come gestisce la sicurezza prima di chiedere cosa si prova.

I costi, in generale

Non pubblico i miei prezzi: li definiamo nella prima conversazione, che è gratuita. Ma è giusto dare un ordine di grandezza, perché chi cerca "rebirthing" lo chiede sempre. In Italia una seduta individuale sta in genere tra gli 80 e i 150 euro; le sedute di due ore o in acqua possono superarli. Le sedute di gruppo, le "serate di respiro", stanno tra i 15 e i 40 euro. In Svizzera i valori sono più alti, in franchi.

Un prezzo molto basso o molto alto non dice nulla sulla qualità. Dice qualcosa, invece, il fatto che una guida parli con te prima di prendere un appuntamento.

Quando non va fatto

Il respiro circolare intenso cambia la chimica del sangue e lo stato del sistema nervoso, e per alcune condizioni non va fatto: problemi cardiovascolari seri, pressione alta non controllata, epilessia, glaucoma e distacco di retina, gravidanza, asma grave, interventi chirurgici recenti, disturbi psichiatrici in fase acuta, lutti e traumi freschi. Ho dedicato un articolo intero alle controindicazioni, e lo faccio leggere prima della prima seduta.

Il Rebirthing, in ogni caso, non è una terapia e non la sostituisce. Chi te lo propone come cura, per l'ansia, per il panico, per la depressione, sta promettendo qualcosa che il respiro non può mantenere. Può accompagnare, e spesso lo fa bene. Accompagnare.

Come scegliere chi ti accompagna

Il Rebirthing in Italia non ha un albo. Esistono associazioni, scuole, registri regionali delle discipline bionaturali, sigle internazionali. Nessuna garantisce da sola la qualità di una seduta. Quello che la garantisce, per quanto ho visto, sono quattro cose, e le puoi verificare prima di sdraiarti.

La conversazione prima, con domande precise sulla salute. L'annuncio di quello che può succedere, formicolii compresi, prima che succeda. La presenza durante, senza spingere e senza inseguire l'esperienza forte. Il tempo dopo. Chi te le offre tutte e quattro, con qualunque sigla, è una buona guida. Chi ne salta una, qualunque sia la sua formazione, vale la pena cercare altrove.

E una quinta, che è la mia: prima del Rebirthing, una base di respiro lento. Un corpo che sa frenare attraversa il respiro circolare in modo completamente diverso da un corpo che non lo sa fare. Per questo quasi mai propongo il Rebirthing alla prima seduta, e quando lo faccio è perché quella base c'è già.

Rebirthing, breathwork, olotropica, Wim Hof: le differenze in breve

Il Rebirthing è una delle forme di quello che oggi si chiama breathwork, il termine ombrello per ogni pratica che usa il respiro di proposito. La respirazione olotropica di Stanislav Grof usa una tecnica simile, più intensa e più lunga, con musica forte e un setting di gruppo molto strutturato. Il metodo Wim Hof usa l'iperventilazione a cicli brevi con trattenute, per cercare forza e resilienza, non apertura: ne ho scritto in Wim Hof e Rebirthing: differenze oneste. Il breathwork somatico e la respirazione connessa sono, in pratica, il Rebirthing con un nome più recente e un'attenzione maggiore al corpo e alla regolazione.

Le differenze contano meno di quanto sembri. Conta chi hai accanto, e come.

Da dove cominciare

Se dopo questa guida senti che il Rebirthing è una cosa da provare, il primo passo non è una seduta. È una conversazione, in cui dire cosa cerchi e sentire se ti fidi. La propongo gratuita, di persona a Lugano, a Milano, a Como, nel Salento, o in videochiamata. Da lì, se ha senso, costruiamo la base, e quando è il momento, respiriamo in cerchio.

Se invece senti che non è il momento, questa guida ha fatto il suo lavoro lo stesso. Il respiro lento, quello che non ha bisogno di nessuno, è a una pagina di distanza: quattro settimane di respiro.

Domande frequenti

Le domande che mi fanno più spesso.

Rebirthing e respirazione circolare sono la stessa cosa?

La respirazione circolare è la tecnica: inspirare ed espirare senza pause. Il Rebirthing è il metodo che la usa, con una sua storia, un suo modo di accompagnare e un suo contesto. Oggi molti approcci di breathwork usano la stessa tecnica con nomi diversi: respirazione connessa, conscious connected breathing, breathwork somatico.

Quanto dura una seduta?

Da me, in media un'ora, con conversazione prima e integrazione dopo. Altri operatori lavorano su un'ora e mezza o due. La parte di respiro vero e proprio sta in genere tra i trenta e i sessanta minuti.

Quante sedute servono?

La tradizione parla di un ciclo di dieci sedute. Io non lo prescrivo: alcune persone ne fanno una e proseguono con le pratiche lente, altre tornano per un periodo. Il numero lo decide quello che succede, non il metodo.

Quanto costa una seduta di Rebirthing?

Sul mercato italiano una seduta individuale sta in genere tra gli 80 e i 150 euro, con punte oltre per sedute di due ore o in acqua. Le mie condizioni le definiamo nella prima conversazione, che è gratuita.

Si può fare da soli, con un video o un'app?

La respirazione circolare intensa no, non la consiglio da soli, soprattutto le prime volte. Non perché sia pericolosa in sé, ma perché quello che emerge merita una presenza. Le pratiche lente sì, da subito.

Bisogna rivivere la propria nascita?

No. È l'idea da cui il metodo è nato, e per alcune persone compaiono sensazioni o immagini legate a quel tema. Ma non è un obiettivo, non è un obbligo e non è un segno di riuscita. Una seduta in cui "non succede niente" può valere quanto una intensa.