Rebirthing: un incontro con te, accompagnato.
Una pratica di respirazione connessa, sdraiati, con una guida accanto, per incontrare quello che il corpo tiene in sospeso. Non una tecnica da eseguire: un'esperienza da attraversare.
Il Rebirthing è una pratica di respirazione connessa: si inspira e si espira senza pausa, come un'onda che non si ferma, per un tempo abbastanza lungo da cambiare la chimica del sangue e lo stato del sistema nervoso. Sdraiati, con gli occhi chiusi, con qualcuno accanto. Quello che succede in quello spazio ha a che fare con il corpo prima che con la mente: sensazioni, emozioni che arrivano senza una storia attaccata, a volte ricordi, molto spesso una quiete che non si conosceva.
Ne ho scritto per esteso nel magazine, in Cos'è il Rebirthing e cosa succede davvero in una sessione. Qui dico come lo propongo io.
Per chi è
Per chi ha già una pratica di respirazione lenta, o è disposto a costruirla, e sente di voler andare più a fondo. Per chi vive una fase di passaggio e cerca un modo di attraversarla con il corpo, non solo con la testa. Per chi ha fatto anni di lavoro su di sé, con la terapia o la meditazione, e sente che qualcosa resta fuori portata della parola.
Non è per chi cerca un'esperienza forte da provare una volta, e non è per chi attraversa un momento psicologicamente acuto: in quel caso la risposta onesta è un professionista, e il respiro, se ha senso, viene dopo. Le controindicazioni le esamino con ogni persona prima di proporre la pratica.
Come lo propongo
Prima, sempre, una conversazione gratuita. Chiedo come stai, cosa cerchi, se ci sono condizioni di salute da considerare, cosa ti spaventa dell'idea. Poi, quasi sempre, una o più sessioni di regolazione: respiro nasale, diaframma, ritmo lento. Non è un passaggio obbligato per prudenza: è quello che rende il Rebirthing un'esperienza invece che uno spavento. Un corpo che sa frenare può permettersi di accelerare.
Quando è il momento, la sessione di Rebirthing. Circa un'ora: si parla, ci si sdraia, guido l'ingresso nel respiro connesso e resto accanto. Parlo poco, osservo molto. Puoi rallentare o fermarti quando vuoi, e lo ripeto spesso perché è vero. Alla fine, tempo: restare sdraiati, bere, dire quello che c'è da dire o non dire niente. La sera stessa o il giorno dopo ti scrivo per sapere come stai.
Cosa non aspettarsi
Di rinascere. Di risolvere qualcosa in una volta. Di vivere per forza un'esperienza intensa: a volte la sessione più preziosa è quella in cui non succede nulla di spettacolare e il corpo, semplicemente, si lascia andare.
Aspettati invece di scoprire che il corpo ha una vita propria, più ampia di quella che la mente sorveglia. E di uscire con una domanda, più che con una risposta.
Dove
A domicilio a Lugano e in Ticino, a Milano e a Como: vengo io, in uno spazio che conosci e in cui, dopo, puoi restare. Nel Salento, alla Masseria Montanari, nelle campagne vicino a Lecce. Le condizioni economiche le trovi nella prima conversazione, prima di decidere qualsiasi cosa.
Prima di scrivermi, tre risposte.
Quante sessioni servono?
Non esiste un numero giusto. Alcune persone fanno una sessione e proseguono da sole con le pratiche lente; altre sentono di voler tornare, settimanalmente o mensilmente, per un periodo. Lo decidiamo dopo la prima, in base a quello che è successo e a quello che cerchi.
Devo avere già esperienza di respirazione o meditazione?
No. Serve una base di respiro lento e consapevole, che costruiamo insieme nelle prime sessioni se non c'è ancora. Il Rebirthing non è un punto di partenza: è un passo che ha senso quando il corpo sa già frenare.
Si può fare online?
Preferisco la presenza, almeno le prime volte: stare accanto a una persona mentre attraversa qualcosa non è la stessa cosa attraverso uno schermo. Online lavoriamo su tutto ciò che prepara al Rebirthing, e ci vediamo dal vivo quando è il momento.
Non si comincia dal respiro. Si comincia parlando.
Raccontami cosa ti porta qui e cosa ti aspetti. Ci sentiamo per una conversazione gratuita, senza impegno, e capiamo se e quando il Rebirthing ha senso per te.
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