Mi scrivono spesso persone che hanno provato il metodo Wim Hof e vogliono sapere se il Rebirthing è "la stessa cosa ma più profonda". Capisco la domanda, perché da fuori si somigliano: in entrambi si respira forte, si sentono formicolii, si entra in uno stato insolito. Ma la risposta è no. Hanno la stessa base e vanno in direzioni quasi opposte.
La base comune
Tutte e due usano l'iperventilazione volontaria. Trenta o quaranta respiri pieni e veloci nel metodo Wim Hof, un respiro connesso senza pause per decine di minuti nel Rebirthing. In entrambi i casi l'anidride carbonica scende, il pH del sangue si sposta, il sistema nervoso si attiva, e arrivano le sensazioni che ho descritto nell'articolo sull'iperventilazione: formicolii, calore, testa leggera, a volte contrazioni alle mani.
Fin qui, fisiologia identica. Quello che cambia è cosa si fa con quello stato.
Wim Hof: la trattenuta e il freddo
Il metodo di Wim Hof, l'olandese diventato famoso per i record nel ghiaccio, ha tre pilastri: la respirazione, l'esposizione al freddo e l'allenamento mentale. La respirazione è un ciclo preciso. Trenta o quaranta respiri profondi e veloci, poi, dopo un'ultima espirazione, una trattenuta a polmoni vuoti che può durare uno, due, tre minuti, resa possibile proprio dal calo di anidride carbonica. Poi un'inspirazione piena, trattenuta per quindici secondi, e si ricomincia. Tre o quattro cicli.
L'obiettivo è la forza. Il metodo cerca di allenare il corpo a tollerare lo stress, attivando di proposito il sistema simpatico e imparando a restarci dentro con lucidità. Il freddo serve allo stesso scopo. Chi lo pratica con costanza riferisce più energia, più resistenza, una sensazione di controllo. È una pratica che si fa in piedi, metaforicamente: attiva, decisa, con un protocollo da seguire e un risultato da misurare, i secondi di trattenuta.
Non è una pratica esplorativa. Le emozioni possono affiorare, ma non sono lo scopo, e il protocollo le attraversa senza fermarsi.
Rebirthing: l'onda e il lasciare
Il Rebirthing va dalla parte opposta. Nessun ciclo, nessuna trattenuta, nessun numero. Un respiro continuo, connesso, come un'onda che non si ferma, mantenuto per il tempo necessario, con una guida accanto. E un atteggiamento che è l'esatto contrario del controllo: lasciare.
L'obiettivo non è la forza ma l'apertura. Lo stato di attivazione non viene domato, viene abitato, e in quello spazio il corpo mostra quello che tiene in sospeso. Emozioni, sensazioni, ricordi, oppure una quiete molto profonda. Il protocollo, se così si può chiamare, è la presenza di chi accompagna e la libertà di chi respira di rallentare quando vuole.
È una pratica che si fa sdraiati, letteralmente e non solo. Non si misura nulla. Non si vince niente. Ci si fida.
In pratica, le differenze
Il metodo Wim Hof è nato per l'autonomia: lo si impara da un'app e lo si pratica a casa, con l'unica regola non negoziabile di non farlo mai in acqua, in piedi o alla guida, perché gli svenimenti nella trattenuta esistono. Il Rebirthing, almeno le prime volte, chiede una presenza, perché quello che emerge merita qualcuno accanto, e perché l'intensità può superare quella che una persona gestirebbe da sola.
Wim Hof dura venti minuti e si fa la mattina. Il Rebirthing dura un'ora e chiede tempo dopo. Wim Hof cerca la lucidità nel disagio. Il Rebirthing cerca quello che c'è sotto il disagio. Wim Hof è un allenamento. Il Rebirthing è un incontro.
Nessuna delle due è migliore. Servono a cose diverse, e capire a quale delle due cose si è interessati vale più di qualsiasi confronto tecnico.
Quello che raccomando a tutti e due
Prima di entrambe, una base di respiro lento e nasale. Lo ripeto in quasi ogni articolo perché è l'unica cosa che vedo funzionare sempre: un corpo che sa frenare può permettersi l'acceleratore, in una forma o nell'altra. Chi salta la base arriva alle pratiche intense con un sistema nervoso già in allerta, e ne esce più agitato di come è entrato.
E prima di entrambe, una conversazione sulle controindicazioni, che per le due pratiche sono le stesse. Se vuoi capire quale delle due direzioni ha senso per te, o se nessuna delle due per ora, scrivimi. La risposta onesta, a volte, è una terza strada più lenta.
Le domande che mi fanno più spesso.
Il metodo Wim Hof si può fare da soli?
È pensato per essere praticato in autonomia, con una regola che non va mai dimenticata: seduti o sdraiati, mai in acqua, mai alla guida, mai in piedi. Gli svenimenti durante la trattenuta esistono e, nel posto sbagliato, sono pericolosi.
Si possono combinare?
Sì, ma non nella stessa sessione e non senza una base di respirazione lenta. Chi ha familiarità con Wim Hof arriva al Rebirthing con il corpo già abituato alle sensazioni dell'iperventilazione, e questo aiuta. Serve però un cambio di atteggiamento: da fare a lasciare.
Quale consiglieresti a chi comincia?
Nessuna delle due, per prima. Consiglio alcune settimane di respiro lento e nasale, che costruiscono la base. Poi dipende da cosa cerchi: energia e resilienza, Wim Hof; esplorazione e rilascio, Rebirthing.

