Respirare meglio si misura.
Il coaching della respirazione è il lavoro più concreto che faccio: un test, un'abitudine da cambiare, lo stesso test qualche settimana dopo. Con il metodo Oxygen Advantage, di cui sono coach certificato.
Sono arrivato al respiro dai numeri, e quando ho deciso di approfondirlo con serietà cercavo un approccio che reggesse alla mia parte razionale. L'ho trovato nel metodo Oxygen Advantage, nato dal lavoro di Patrick McKeown: non chiede di credere a nulla. Chiede di fare un test, cambiare un'abitudine, rifare il test. Mi sono certificato lì, e oggi è la base di tutto il lavoro di regolazione che propongo.
Il principio
Non respiriamo perché manca l'ossigeno. Respiriamo perché sale l'anidride carbonica, ed è la tolleranza a quel segnale che decide quanto, come e da dove respiriamo. Una tolleranza bassa significa un respiro abbondante, dalla bocca, in alto, che il corpo paga in sonno leggero, ansia, fiato corto, recupero lento. Una tolleranza alta significa un respiro economico, nasale, basso, che consegna più ossigeno con meno aria.
La tolleranza si misura in venti secondi, con il test BOLT, e si sposta con la pratica. L'ho spiegato per esteso in Tolleranza all'anidride carbonica: il numero che spiega il tuo respiro.
Cosa facciamo insieme
Nella prima sessione misuro come respiri: il test, l'osservazione a riposo e in movimento, le abitudini di giorno e di notte. Da lì costruisco un piano con pochi esercizi, dosati su di te: respiro leggero con fame d'aria sopportabile, respiro nasale durante il movimento, trattenute brevi dopo l'espirazione quando ha senso, lavoro sul diaframma e sul sonno. Ci vediamo con un ritmo da definire, in presenza o online, e ogni volta rifacciamo il test.
È un lavoro che somiglia più a un allenamento che a un'esperienza: piccolo, ripetuto, misurabile. Ed è quello che vedo funzionare sempre, perché il corpo non deve credere a niente. Deve solo accorgersi che, con un po' più di anidride carbonica, non succede nulla di male.
Per chi
Per chi dorme male, russa, si sveglia con la bocca secca: ne parlo in Respirare per dormire. Per chi convive con l'ansia e ha bisogno di abbassare il punto di partenza, non solo di gestire la crisi. Per chi fa sport, da chi corre la domenica a chi gareggia, e vuole rendere di più con meno affanno: Respiro e sport. Per chi ha il fiato corto senza una causa medica, dopo averla esclusa con un medico. Per chi parla o canta per lavoro. Per chi vuole prepararsi alla montagna.
Cosa non è
Non è una terapia, e con sintomi respiratori nuovi o che peggiorano la prima tappa è sempre medica. Non è un metodo per trattenere il respiro il più a lungo possibile: le trattenute massimali allenano la volontà, non la tolleranza, e le evito. E non è una pratica intensa: è il contrario, ed è per questo che la propongo prima di qualsiasi Rebirthing.
Dove
In presenza a Lugano e in Ticino, dove al momento risulto l'unico coach Oxygen Advantage certificato, a Milano, a Como e nel Salento. Online ovunque: per questo tipo di lavoro lo schermo basta. Le condizioni economiche le definiamo nella prima conversazione, che è gratuita e senza impegno.
Le domande che mi fanno più spesso.
Cosa vuol dire respirazione funzionale?
Un respiro che fa il suo lavoro con il minimo sforzo: dal naso, basso, lento, leggero. La maggior parte delle persone respira più del necessario, dalla bocca e in alto, e il corpo lo paga in sonno, ansia e resistenza. La respirazione funzionale riporta il respiro al suo disegno originale.
In quanto tempo si vedono i risultati?
Il sonno di solito cambia in una o due settimane. La tolleranza all'anidride carbonica, misurata con il test, sale di qualche secondo al mese. Perché il nuovo respiro diventi quello di default, anche di notte, servono in genere alcuni mesi di attenzione.
È adatto a chi fa sport agonistico?
Sì, ed è una delle applicazioni in cui il metodo dà di più: allenamento nasale, simulazione dell'altitudine con trattenute dosate, recupero. Lavoro con chi corre la domenica e con chi gareggia, adattando il carico.
Fai il test domattina. Poi parliamone.
Nel magazine trovi come misurare la tua tolleranza all'anidride carbonica in venti secondi. Scrivimi il numero, e da lì costruiamo un piano.
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