C'è una frase che ci dicono da bambini, che ci diciamo da adulti e che ripetiamo agli altri quando li vediamo agitati. Fai un bel respiro profondo. È detta con affetto, e in metà dei casi fa l'opposto di quello che vorrebbe. Non è l'unica. Ne ho raccolte cinque, le più diffuse, perché una buona parte del mio lavoro consiste nel togliere prima di aggiungere.
Più respiri, più ossigeno
È l'idea alla base di tutto, ed è falsa. Il sangue di una persona sana, a riposo, è saturo di ossigeno quasi al cento per cento. Respirare di più non ne aggiunge, perché lo spazio è pieno. Quello che un respiro più grande fa davvero è espellere più anidride carbonica, e l'anidride carbonica è la chiave con cui l'ossigeno viene consegnato ai tessuti. Più respiri, meno chiave, meno ossigeno dove serve. L'ho spiegato per esteso parlando di iperventilazione, ma la frase da ricordare è una: il corpo non ha bisogno di più aria, ha bisogno di usare meglio quella che ha.
Un respiro profondo calma
Dipende da cosa si intende. Se profondo vuol dire grande e veloce, con le spalle che salgono e la bocca aperta, no: è il respiro dell'allarme, e il sistema nervoso lo legge come tale. Se profondo vuol dire basso, lento, dal naso, con l'addome che si muove e un'espirazione più lunga dell'inspirazione, allora sì, calma, ed è quello che propongo nell'articolo sulla respirazione per l'ansia. La confusione tra le due versioni è il motivo per cui tante persone dicono che la respirazione non funziona per loro. Funziona. Stavano facendo l'altra.
L'anidride carbonica è un rifiuto
Lo abbiamo imparato a scuola: entra l'ossigeno buono, esce l'anidride carbonica cattiva. In realtà il corpo ne tiene in circolo una quantità precisa, e la difende. Regola il pH del sangue, tiene aperti i vasi, dilata le vie aeree, e decide quanto ossigeno viene rilasciato ai muscoli e al cervello. Il bisogno di respirare che sentiamo non arriva dalla mancanza di ossigeno ma dall'aumento di anidride carbonica, ed è una delle ragioni per cui molte tecniche lavorano sulla tolleranza a quel segnale. Eliminarla il più possibile, a colpi di respiri grandi, è come svuotare il serbatoio pensando di alleggerire l'auto.
Trattenere il respiro è pericoloso
Trattenere il respiro in acqua, in piedi, alla guida, o dopo una serie di respiri forzati, può esserlo, e ne parlo nelle controindicazioni. Ma una trattenuta breve, dopo un'espirazione normale, seduti, fino al primo bisogno di respirare, è uno strumento di misura e di allenamento usato in tutta la respirazione moderna. Il test BOLT è esattamente questo. Il corpo ha un termostato molto efficace: quando l'anidride carbonica sale abbastanza, il respiro riparte da solo. Non è possibile "dimenticarsi" di respirare da svegli.
Respirare è naturale, non c'è niente da imparare
È la più sottile, perché contiene una verità. Il respiro è naturale, e un neonato lo fa perfettamente. Ma tra il neonato e l'adulto ci sono trent'anni di sedie, schermi, stress, bocca aperta, pancia tenuta dentro, e il respiro che ne esce non è più quello naturale: è quello che le abitudini hanno costruito sopra. Non si impara a respirare. Si disimpara quello che ci si è messo davanti, e si ritrova quello che c'era. Il diaframma è ancora lì. Il naso è ancora lì. Il ritmo lento è ancora lì. Sono solo coperti.
Cosa dire invece
La prossima volta che qualcuno accanto a te è agitato, prova a non dire "fai un respiro profondo". Prova con "chiudi la bocca e butta fuori l'aria piano, come se appannassi un vetro". È meno poetico. Funziona. E se vuoi scoprire quanto del tuo respiro quotidiano è costruito su una di queste cinque idee, è la prima cosa che guardiamo in una sessione: non cosa aggiungere, ma cosa togliere.
Le domande che mi fanno più spesso.
Quindi i respiri profondi fanno male?
No. Fanno male i respiri profondi e veloci fatti per calmarsi, perché ottengono il contrario. Un respiro profondo lento, basso, dal naso, con un'espirazione lunga, è un'altra cosa e va benissimo. Il problema non è la profondità, è la quantità d'aria nel tempo.
Come faccio a sapere se respiro troppo?
Indizi comuni: sospiri frequenti, bocca spesso aperta, respiro visibile nel petto a riposo, sbadigli non legati al sonno, risvegli con la bocca secca. Il test BOLT, che descrivo nell'articolo sul respiro nasale, dà un numero.
Esiste un numero giusto di respiri al minuto?
A riposo, un adulto sano sta tra i dieci e i quattordici. Molte persone superano i sedici senza saperlo. Le pratiche di regolazione lavorano per portarlo verso il basso, e la respirazione coerente scende a cinque o sei di proposito.

